Secondo giorno d'estate ed è già afa.
Io vago ancora nel mio limbo di incertezza.
Una data precisa..
Basterebbe solo quello per mettere un pò di ordine nei miei programmi.
E intanto il mondo intorno a me continua a scorrere, indifferente alle mie nevrosi (o isterie, come mi rimprovera qualcuno).
Possibile che nessuno mi chieda come sto?
L'unica cosa che mi rilassa è tuffarmi nei mercatini di quartiere, tra urla, chiacchiere e prezzi da vero affare. E oggi la piacevole sorpresa di ascoltare l'ambulante della biancheria più bella di Roma raccomandare, con argomentazioni chiare e precise, alle altrettanto belle clienti di votare NO al referendum di domenica.
Sono stata tentata di rifarmi il corredo....
Dentro di me regna il caos e una marea di pensieri che non riesco a tenere insieme.
Per ora non so pensare al futuro, ho solo preoccupazioni a breve termine, a scadenza fissa.
Di solito riesco a consolarmi pensando al meritato riposo che mi concederò dopo.
Stavolta non funziona neanche così.
Mi sento in trincea, troppo prossima alla battaglia,
così terrorizzata che rischio di sparare a qualsiasi cosa si muova nel buio.

Sono ritornata a casa, se così posso chiamare questa città enorme e fagocitante che mi ha accolto dopo 40 giorni di assenza. Roma, con il suo fermento primaverile e i chioschetti delle grattachecche.
O la mia casa è ancora il mio paesello di poche anime, in questa stagione pieno di verde e di colori da far male agli occhi? Il posto che custodisce i veri affetti e quei ricordi che ogni tanto affiorano da chissà quale dimensione e per quali meccanismi?
Il governo di centro-sinistra, che vuole unire il Paese per la felicità di tutti, ha evidenti difficoltà nel cercare univoche posizioni. Preavvisi di inconciliabilità si erano avuti già in campagna elettorale ma, allora, si era ingoiato il boccone amaro di un programma vago e variamente interpretabile, confidando in una maturità politica che sarebbe venuta di lì a poco, dopo la sconfitta definitiva del Nemico Numero 1.
Previsioni disattese su tutti i fronti: dalla vittoria risicata si è passati, senza soluzione di continuità, all'irresponsabilità politica.
A quando le battaglie campali su infrastrutture e PACS?
E così...dopo mesi di lavoro, isterie, depressioni, scontri, brainstorming, gioie ed esaltazioni...ci siamo.
Le "antenne" hanno funzionato, le sensazioni erano giuste.
Le urne hanno sancito il verdetto: Cobellis sindaco con uno scarto di 764 voti e una percentuale del 56,2%.
Avrei voluto essere lì a festeggiare e a godermi lo spettacolo delle reazioni inconsulte dello sfidante.
Auguri di buon lavoro.