Finalmente se n’è andato.
Dopo avermi tenuta sveglia per notti intere, dopo essersi fatto risentire nei momenti meno adatti, finalmente ha deciso di abbandonarmi.
Non di sua spontanea volontà, si intende, e neanche con le buone maniere.
Strappato e buttato via, come si fa per le cose inutili o troppo vecchie.
Cinque minuti di sofferenza, di strenua resistenza.
Ma nessun rimpianto per chi, pur essendo parte integrante di me, ha tramato nell’ombra per colpirmi nel profondo, come un nemico.
Nonostante il grande vuoto che lasci, caro dente del giudizio, non credo mi mancherai.
